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Il bosco in valigia

autore: Santuzza Oberholzer, Vrene Ryser
regia: Paolo Ambrosetti
interprete: Santuzza Oberholzer
genere: pupazzi a guanto, narratrice
musiche: Violetta Parra
ringraziamenti: Martin Bartelt, Michela Merazzi
età: da 3 anni
scena minima: 3 x 2.50 x 1.80 m
durata: 55 minuti, versione breve 25 minuti
lingua: italiano, francese, tedesco, spagnolo

Visita la galleria dello spettacolo (con foto da scaricare in alta risoluzione)


C'era una volta una donna che viveva nel bosco, mangiava i suoi frutti e riposava alla sua ombra. D'estate faceva la doccia alla cascata. D'inverno, quando il vento visi­tava il bosco coi suoi aghi pun­genti si rifugiava in una grotta. Per illuminarsi in quell'oscurità si raccontava delle storie.
Un giorno si affacciò all'apertura del suo rifugio e si accorse che il bosco era andato via. Mise in fretta le sue storie in una valigia e partì alla ricerca del bosco.
Lungo la strada si ferma a riposare, apre la valigia e i suoi sentimenti, trasformati in personaggi, inizia­no ad animarsi. Il drago si innamora dell'uccello migratore e si arrabbia con i folletti dispettosi, c'è chi è geloso, chi parte, chi ritorna, chi ne approfitta e chi canta.
Il viaggio della donna è interrotto da scene rappresentate con figure che si esprimono con suoni o musiche.

S.Oberholzer ha ricevuto nel 2005 la medaglia di “Ospite illustre della città di La Avana” per questa produzione.

E come ragnatela finissima al passar
Ti tocca bocca e orecchie e tu impari a sognar
E il bosco che era fuori cresce dentro di te
Non lo dimenticare e non lo abbandonar …hai hai hai che si

Critiche

“... Come sempre l’abilità della compagnia dei Fauni sta nella scelta accurata dei temi e di un certo numero di trovate sceniche. Il giovane pubblico rimane affascinato dai racconti, dai pupazzi e dai trucchi magici che li accompagnano.”
L. Ghiringhelli, Corriere del Ticino

“...Ma la vera magia e le migliori abilità risaltano quando viene aperta la valigia ed improvvisato un minuscolo teatrino: c’è un albero dietro il quale l’animatrice può nascondersi per muovere i suoi pupazzi e produrne i suoni e c’è un simpaticissimo draghetto, innamorato perso di un uccello migratore; quando lui, volatile, va via, il drago si concede ad una vera sceneggiata di disperazione.”
M. Camponovo, Giornale del Popolo

“… Il bosco in valigia contiene le caratteristiche di un teatro fatto di pochi oggetti e molta fantasia, allestito grazie alla capacità di affidare al semplice movimento delle sagome o delle figure costruite sulle mani della narratrice, l’arduo compito della persuasione creativa.
La parte più affascinante di questa fatica nostrana è proprio rappresentata dalle idee messe in scena dal Teatro dei Fauni”
G. Thoeni, Azione

“Il bosco in valigia è il ricordo che porto con me di questa dodicesima edizione del festival. L’attrice e regista svizzera S.O. ci ha portato una valigia da cui emergono pupazzi preziosi e belle storie. Santuzza è riuscita a comunicare coi bambini e anche a far pensare gli adulti su temi che non passano mai di moda come la fantasia, la necessità che ognuno ha di sognare, e sul dialogo tra esseri umani di origine diversa. Abbiamo intonato insieme la canzone finale che semina un’illusione quale albero imprescindibile del nostro giardino."
A. Del Pino, Gramma, Cuba

 

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