One, two... king!
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author: Santuzza Oberholzer
director: Santuzza Oberholzer with the help from Liliane Hodel and Walter Broggini
players: Santuzza Oberholzer, Michela Merazzi
music: Oskar Boldre
style: big table puppets
age: from 5 years old
minimum stage : 5 x 4 x 2.60 m
length: 60 minutes
lenguage: italian, french
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La storia
C'era una volta in mezzo ad un prato una noce e una pigna. In ognuna regnavano un re e una regina a cui un bel giorno nascono rispettivamente un bimbo e una bimba da tempo desiderati. Appaiono due misteriosi doni: per la bambina un mestolo e per il bambino una pentola. Assieme questi due oggetti producono la pozione della felicità. Non appena i regnanti scoprono che i vicini hanno l'oggetto complementare (pentola o mestolo ) fanno di tutto per ottenerlo. Scene comiche e drammatiche in un susseguirsi di spionaggio, furti e rapimenti accelerano il ritmo dello spettacolo, e accendono l’ostilità tra le due famiglie. Nel frattempo i due bambini, dimenticati dai genitori, si incontrano di nascosto: giocano, fanno amicizia. Quando scoppia la guerra si rifugiano insieme sul monte Chiocciola portando con sé la pentola e il mestolo. Dopo essersi conquistati a vicenda, incendiato i castelli, nei due regni ci si accorge che mancano gli oggetti magici e i ragazzi. Vengono ritrovati sulla Chiocciola, monte-personaggio, dove si celebra la festa di pacificazione. La principessa Dolcidea e il principe Nocciolo, ormai cresciuti, con la pentola e il mestolo riuniti servono il cibo prelibato per tutti.
Lo spettacolo è liberamente ispirato da " Storia della zuppiera e del mestolo" di Michael Ende.
Lo spettacolo
La scena è costruita su un grande tavolo-prato in cui si muovono a vista i pupazzi alti 80 cm, con voci e canti in diretta. La scenografia fatta di piccoli frutti ingigantiti richiama il mito di una società come la nostra, ma in miniatura. Il gioco scenico a specchio con varianti minime, la ripetizione deformata, il ribaltamento dei ruoli (in un regno la regina autoritaria, il re sottomesso e nell'altro l’opposto) inducono a confrontare i due regni e i loro personaggi. Ognuno dei due ha esattamente le stesse ragioni, apparentemente legittime, per prevaricare i diritti degli altri. Così anche il pubblico dovrà dare ragione o torto alternativamente ad una parte o all'altra. Questo può innescare, almeno nella finzione dello spettacolo, il meccanismo di mettersi nella pelle dell'altro o, come dicono gli indiani d'America, camminare nei suoi mocassini. Lo spettacolo è leggibile da tutto il pubblico: bambini dai 5 anni e adulti.
Il racconto si basa su accadimenti di semplicità favolistica che ricordano con umorismo situazioni quotidiane.
Critiche
"….Santuzza Oberholzer –anima del Teatro dei Fauni compagnia da lei creata nel 1986- ha operato un’intelligente ed efficace riduzione per “Un, due …re” spettacolo che recentemente ha debuttato con successo al Teatro del gatto di Ascona centrando un pubblico di riferimento composto per la maggior parte da bambini, ma intrigando non poco anche gli spettatori adulti. Un’operazione riuscita dunque e il frutto di una lunga esperienza che ha portato i Fauni a maturare e esprimere un teatro di figura che ormai vanta una sua tradizione anche nella Svizzera Italiana oltre che a essere conosciuto anche all’estero…
Da una semplice parabola dell’amore e dell’amicizia fra i popoli, i Fauni riescono ad ottenere un’ora di buon spettacolo, con la giusta tensione e un’ animazione di livello. A vista su un tavolo simboleggiante il territorio dei due regni, Santuzza Oberholzer e Michela Merazzi muovono con estro e grazia le marionette oltre a recitare, cantare e “ballare” con molta efficacia sulle musiche di Oskar Boldre. In sala un numeroso pubblico si è lasciato catturare dalla storia anche grazie ai colori della scenografia, dalle luci e dall’ottima fattura dei pupazzi e dei loro costumi."
Giorgio Thoeni, Azione, 18 marzo 2003
"…Molti gli elementi ed “effetti speciali” atti a catturare l’attenzione dei bambini; ad esempio la scena in miniatura che si apre nel regno-pigna dove come in un carillon girano eleganti figurine a simulare la festa per la nascita di Dolcidea, o le incursioni di animali e canzoncine, mentre spiritosamente metateatrale è l’idea della marionetta che si fa svitare la testa e se la fa infilare in un altro corpo, per assumere l’identità di un agente segreto. Infatti tra spie e travestimenti, in ciascun regno si compiono tentativi per impossessarsi del mestolo o della pentola, tanto da rubarseli a vicenda con il comico risultato di restare sempre con un solo oggetto…le contrastanti risposte dei piccoli spettatori interrogati su chi fossero i buoni e chi i cattivi, hanno dimostrato come lo spettacolo sappia dare un contributo importante ala riflessione, facendo capire che la ragione e il torto non stanno mai da una parte sola."
Manuela Camponovo, Giornale del Popolo, 25 marzo 2003
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